Il tema del rischio incendio negli impianti fotovoltaici ha assunto un ruolo centrale negli ultimi anni, soprattutto con la crescita degli impianti installati su edifici industriali e civili. L’attenzione è aumentata ulteriormente dopo la pubblicazione della circolare VVF del 1° settembre 2025, che aggiorna in maniera significativa le linee guida nazionali sulla prevenzione incendi applicata al fotovoltaico. Il documento si applica obbligatoriamente alle attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi, comprese le pensiline indipendenti a copertura degli stalli auto a servizio o interferenti con tali attività, e costituisce al tempo stesso una linea guida generale di riferimento per tutti gli impianti.
Comprendere le cause reali degli incendi e le nuove prescrizioni è oggi indispensabile per progettare e mantenere impianti sicuri ed efficienti.
Perché si sviluppa un incendio in un impianto fotovoltaico
Un impianto fotovoltaico correttamente progettato e installato non rappresenta di per sé una fonte di incendio. Le problematiche emergono quando si verificano difetti nei componenti elettrici o carenze nella posa.
Le cause più frequenti sono il cortocircuito, l’arco elettrico, il surriscaldamento localizzato dei moduli (hot-spot) e alcuni guasti agli inverter.
Il cortocircuito può essere generato da cavi danneggiati, connettori non serrati o isolamenti compromessi. In questi casi il flusso anomalo di corrente produce surriscaldamento, soprattutto in presenza di materiali combustibili sul tetto o nelle vicinanze del percorso dei cavi.
L’arco elettrico è la causa più critica. Si manifesta quando si crea una scarica continua tra due conduttori in tensione, a volte a causa di connettori incompatibili, ossidati o collegati in modo non corretto. L’arco può raggiungere temperature estremamente elevate e rappresenta la principale origine dei principi di incendio nei sistemi fotovoltaici in corrente continua.
Gli hot-spot nascono quando una parte del modulo si surriscalda a causa di microfratture o ombreggiamenti permanenti e, nel tempo, possono deteriorare il pannello fino a comprometterne la sicurezza.
Anche gli inverter, se non adeguatamente ventilati o mantenuti, possono essere sede di surriscaldamenti anomali.
Nel caso sia prevista la presenza, associata all’impianto fotovoltaico, di eventuali sistemi di accumulo statico dell’energia prodotta, deve essere effettuata una specifica valutazione del rischio d’incendio ed esplosione.
Il nuovo quadro normativo: cosa prevede la circolare VVF 2025
La circolare VVF del 1° settembre 2025 introduce un aggiornamento sostanziale delle indicazioni tecniche per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti fotovoltaici.
L’obiettivo del documento è ridurre i rischi legati alle parti in corrente continua e assicurare un livello di sicurezza omogeneo su tutto il territorio nazionale.
Una delle principali novità riguarda la corretta installazione dei moduli sulla copertura. Vengono specificate distanze minime da manti combustibili, aperture, gronde, camini e compartimentazioni antincendio verticali.
La circolare presenta distinzioni per impianti in appoggio su coperture, facciate o integrati nella struttura.
Grande attenzione è posta anche alla posa dei cavi. I percorsi devono essere protetti da raggi UV, abrasioni e urti meccanici, evitando il più possibile il contatto con materiali combustibili.
I connettori devono essere certificati e pienamente compatibili tra loro, per evitare fenomeni di arco elettrico.
In ambito sicurezza, la normativa richiede inoltre sistemi di sezionamento e di arresto che consentano ai soccorritori di intervenire in condizioni protette, soprattutto nelle parti in corrente continua che non possono essere disalimentate come la corrente alternata.
La circolare introduce anche un rafforzamento degli obblighi documentali. Per ogni impianto bisogna valutare l’eventuale aggravante del rischio incendio e, nei casi previsti, deve essere mantenuto un registro manutenzione. Quest’ultimo assume un ruolo decisivo, perché la circolare sottolinea come la mancanza di controlli periodici aumenti la probabilità di guasti pericolosi.
Come garantire realmente la sicurezza di un impianto fotovoltaico
La sicurezza di un impianto fotovoltaico si basa su tre elementi fondamentali: qualità della progettazione, qualità dell’installazione e qualità della manutenzione. Un impianto installato con componenti certificati installati a regola d’arte rispettando i distanziamenti previsti sia dalle norme che dai costruttori, con cablaggi eseguiti correttamente e con distanze adeguate dai materiali combustibili riduce drasticamente il rischio di incendio.
La manutenzione periodica è altrettanto essenziale. Controlli programmati su stringhe, inverter, connettori e curve termiche permettono di individuare tempestivamente eventuali anomalie. Un monitoraggio costante delle prestazioni dell’impianto consente inoltre di riconoscere cali anomali che possono essere sintomo di difetti nei moduli o nei cablaggi.
La nuova circolare VVF valorizza fortemente questo approccio, riconoscendo che la prevenzione passa da una gestione completa dell’impianto durante tutto il suo ciclo di vita.
L’approccio EQUA alla sicurezza degli impianti
Per EQUA, la sicurezza non è un requisito da soddisfare solo in fase di installazione, ma un processo continuo che inizia con la progettazione, prosegue con la scelta di componenti certificati, continua con l’installazione a regola d’arte e si consolida con una manutenzione programmata e documentata.
L’adozione delle prescrizioni contenute nella circolare VVF 2025 si integra perfettamente con il nostro metodo di lavoro, basato su attenzione ai dettagli, competenza tecnica e prevenzione del rischio.
La combinazione di progettazione accurata, installazione qualificata e monitoraggio costante consente di realizzare impianti fotovoltaici affidabili, conformi alla normativa e protetti dai rischi di surriscaldamento e incendio.